Lo scorso 29 luglio il Governo ha pubblicato sul proprio sito internet la bozza del decreto flussi 2026-2028. Vediamo insieme che cosa contiene.
Indice
- Quante quote prevede il decreto flussi per il triennio 2026-2028?
- Quali settori produttivi sono previsti dal decreto flussi 2026-2028 per il lavoro subordinato non stagionale?
- Quali figure professionali possono richiedere il visto di ingresso per lavoro autonomo secondo il decreto flussi 2026-2028?
- Quali paesi sono ricompresi nel decreto flussi 2026-2028?
- Il decreto flussi 2026-2028 prevede la possibilità di ingresso per colf e badanti?
- Quante quote sono previste dal decreto flussi 2026-2028 per il lavoro stagionale?
- Chi può fare domanda per lavoro stagionale ai sensi del decreto flussi 2026-2028?
- Quando sarà possibile fare domanda flussi ai sensi del decreto 2026-2028?
- Perché rivolgersi a un avvocato esperto di Immigrazione a Bologna?
1. Quante quote prevede il decreto flussi per il triennio 2026-2028?
Per il triennio 2026-2028 il decreto flussi prevede 497.550 quote complessive, così ripartite:
- 164.850 unità per l’anno 2026;
- 165.850 unità per l’anno 2027;
- 166.850 unità per l’anno 2028.
2. Quali settori produttivi sono previsti dal decreto flussi 2026-2028 per il lavoro subordinato non stagionale?
Il decreto flussi 2026-2028 permette l’ingresso in Italia per lavoro subordinato non stagionale limitatamente ai seguenti settori produttivi:
- agricoltura, silvicoltura e pesca;
- industrie alimentari, delle bevande e del tabacco;
- industrie tessili, dell’abbigliamento e delle calzature;
- industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo;
- altre industrie;
- costruzioni;
- commercio all’ingrosso e al dettaglio;
- servizi di alloggio e ristorazione;
- servizi turistici;
- servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio;
- servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone;
- sanità, assistenza sociale e servizi sanitari privati;
- altri servizi”.
Per “altre industrie” si intende, secondo il decreto flussi, l’insieme dei gruppi di attività di cui ai codici da 16 a 22 e da 26 a 33 della classificazione ISTAT delle attività economiche ATECO 2025. Per “altri servizi”, invece, si considera l’insieme dei gruppi di attività di cui ai codici K, 61, 62, 63, M e 68 della classificazione ISTAT delle attività economiche ATECO 2025.
3. Quali figure professionali possono richiedere il visto di ingresso per lavoro autonomo secondo il decreto flussi 2026-2028?
Secondo il decreto flussi 2026-2028, si considerano autonomi:
- Gli imprenditori che intendono attuare un piano di investimento di interesse per l’economia italiana, che preveda l’impiego di risorse proprie non inferiori a 500.000 euro, nonché la creazione almeno di tre nuovi posti di lavoro;
- I liberi professionisti che intendono esercitare professioni regolamentate o vigilate, oppure non regolamentate ma rappresentate a livello nazionale da associazioni iscritte in elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni e che rilasciano un attestato di qualità dei servizi e di qualificazione professionale dei soci;
- I titolari di cariche societarie di amministrazione e di controllo espressamente previsti dal decreto interministeriale 11 maggio 2011, n. 850;
- Gli artisti di chiara fama o di alta e nota qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici o privati, in presenza dei requisiti espressamente previsti dal decreto interministeriale 11 maggio 2011, n. 850;
- I cittadini stranieri che intendono costituire imprese «start-up innovative» ai sensi della legge 17 dicembre 2012, n. 221, in presenza dei requisiti previsti dalla stessa legge e che sono titolari di un rapporto di lavoro di natura autonoma con l’impresa.
4. Quali paesi sono ricompresi nel decreto flussi 2026-2028?
Il decreto flussi 2026-2028 permette l’ingresso in Italia dei cittadini stranieri provenienti dai seguenti paesi:
Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia- Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Ecuador, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Georgia, Ghana, Giappone, Giordania, Guatemala, India, Kirghizistan, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Perù, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Thailandia, Tunisia, Ucraina, Uzbekistan.
A questi andranno ad aggiungersi i Paesi con i quali nel corso del triennio entrino in vigore accordi di cooperazione in materia migratoria.
Attenzione: per alcune tipologie di nulla-osta, come ad esempio quelli per assistente familiare (colf e badanti), non esistono limitazioni legate al paese di provenienza.
5. Il decreto flussi 2026-2028 prevede la possibilità di ingresso per colf e badanti?
Sì, il decreto flussi 2026-2028 prevede le seguenti quote di ingresso per assistenti familiari (colf e badanti):
- 13.600 unità per il 2026;
- 14.000 unità per il 2027;
- 14.200 unità per il 2028.
Come riportato nel paragrafo precedente, non esistono limitazioni legate al Paese di provenienza e, pertanto, potranno richiedere un nulla osta per assistente familiare (colf e badanti) i cittadini stranieri provenienti da ogni parte del mondo.
6. Quante quote sono previste dal decreto flussi 2026-2028 per il lavoro stagionale?
Il decreto flussi 2026-2028 prevede le seguenti quote per lavoro stagionale:
- 88.000 unità per l’anno 2026;
- 89.000 unità per l’anno 2027;
- 90.000 unità per l’anno 2028.
A ciò devono aggiungersi le seguenti quote per i cittadini provenienti da paesi con i quali nel corso del triennio entrino in vigore accordi di cooperazione in materia migratoria:
- 12.600 unità nel 2026;
- 12.750 unità nel 2027;
- 13.000 unità nel 2028.
7. Chi può fare domanda per lavoro stagionale ai sensi del decreto flussi 2026-2028?
Il decreto flussi 2026-2028 permette l’ingresso in Italia per lavoro stagionale dei cittadini stranieri provenienti dai seguenti paesi:
Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia- Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Ecuador, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Georgia, Ghana, Giappone, Giordania, Guatemala, India, Kirghizistan, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Perù, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Thailandia, Tunisia, Ucraina, Uzbekistan.
A questi andranno ad aggiungersi i Paesi con i quali nel corso del triennio entrino in vigore accordi di cooperazione in materia migratoria.
8. Quando sarà possibile fare domanda flussi ai sensi del decreto 2026-2028?
Non si conosce ancora la data dei click day per il triennio 2026-2028. Tuttavia, la bozza del decreto flussi lascia intendere che sarà previsto, come lo scorso anno, un periodo per la precompilazione delle domande, che per il 2025 avrà luogo molto probabilmente tra i mesi di ottobre e novembre.
9. Perché rivolgersi a un avvocato esperto di Immigrazione a Bologna?
Se intendi presentare una domanda flussi, rivolgerti a un avvocato esperto in diritto dell’immigrazione può fare la differenza, permettendoti di raccogliere in maniera corretta tutti i documenti necessari e preparare a dovere la precompilazione della pratica.
Integra – immigrazione, lavoro e diritti offre una vasta gamma di servizi e si trova a Bologna, in via Cesare Battisti 33 e a Pesaro in Viale della Vittoria 161.