Il permesso di soggiorno per residenza elettiva (art. 11 DPR 394/99 e succ. mod.; Decreto Ministero Affari Esteri 12 luglio 2000) è una tipologia di titolo pensata per i cittadini stranieri (non appartenenti all’Unione Europea) che desiderano vivere in Italia stabilmente e possono contare su una pensione o su altre entrate regolari e autonome.
Vediamo nel dettaglio chi può richiederlo, quali sono i requisiti necessari e come si svolge la procedura.
Indice
- Chi può richiedere il permesso di soggiorno per residenza elettiva?
- Quali sono i requisiti per richiedere il permesso di soggiorno per residenza elettiva?
- Si può lavorare con il permesso di soggiorno per residenza elettiva?
- Come si ottiene il permesso di soggiorno per residenza elettiva?
- Si può chiedere il permesso di soggiorno per residenza elettiva direttamente in Italia?
- Perché rivolgersi ad un avvocato esperto di immigrazione?
1. Chi può richiedere il permesso di soggiorno per residenza elettiva?
Possono presentare domanda di residenza elettiva i cittadini di Paesi terzi (non UE) che:
- dispongono di risorse economiche provenienti da pensioni o altre rendite più o meno fisse, diverse dallo stipendio;
- desiderano stabilire la residenza anagrafica sul territorio nazionale.
2. Quali sono i requisiti per richiedere il permesso di soggiorno per residenza elettiva?
L’elemento centrale per l’ottenimento del permesso di soggiorno per residenza elettiva è la dimostrazione della disponibilità di redditi autonomi, provenienti da fonti diverse dal lavoro (come ad es. pensioni di anzianità o di invalidità da lavoro, rendite derivanti da proprietà immobiliari, investimenti o altre fonti legittime), e percepiti regolarmente e in modo continuativo. Non sono ammessi, invece, i redditi da lavoro subordinato o autonomo da svolgersi in Italia o autocertificazioni generiche o privi di prova documentale (es. semplici dichiarazioni bancarie prive di movimentazioni).
Sebbene non sia prevista per legge una soglia fissa, le autorità italiane richiedono in genere un reddito non inferiore a circa € 31.000 annui per il richiedente singolo, o comunque pari almeno al triplo dell’importo annuo previsto dalla tabella A allegata alla direttiva del Ministro dell’interno del 1° marzo 2000, relativa ai mezzi di sussistenza per l’ingresso e il soggiorno in Italia. In presenza di familiari a carico, la soglia si innalza di almeno il 20% per ciascun componente aggiuntivo.
Bisogna però osservare che questo limite non è previsto dalla legge e che, pertanto, il permesso può essere richiesto anche se si possiedono redditi inferiori, presentando alla questura le dovute osservazioni.
3. Si può lavorare con il permesso di soggiorno per residenza elettiva?
Si, il permesso per residenza elettiva consente lo svolgimento di attività lavorativa poiché l’art. 6 comma 1-bis TUI lett. c) TUI, stabilisce che il permesso per residenza elettiva rilasciato ai sensi dell’art. 11 comma 1 lett. c-quater) DPR 394/99può essere convertito in un permesso per motivi di lavoro.
4. Come si ottiene il permesso di soggiorno per residenza elettiva?
Se il richiedente si trova all’estero, la procedura inizia con la richiesta di un visto nazionale di tipo D per residenza elettiva, da presentare presso il Consolato italiano competente nel Paese di residenza del cittadino straniero.
La domanda deve essere corredata da documentazione comprovante il possesso dei requisiti economici, la disponibilità di un alloggio in Italia e l’assicurazione sanitaria.
Una volta ottenuto il visto e fatto ingresso in Italia, il richiedente deve presentare domanda di permesso di soggiorno presso la Questura competente per territorio tramite l’invio dell’apposito kit disponibile presso gli uffici postali. Anche questa volta la domanda deve includere i documenti che dimostrano i requisiti economici, l’alloggio e l’assicurazione sanitaria, oltre a una copia del visto ottenuto. In seguito all’invio del kit postale, si ottiene una ricevuta che attesta la regolarità del soggiorno in attesa del rilascio del permesso e contestualmente viene fissato un appuntamento in Questura per il fotosegnalamento.
Se la domanda viene accolta, il permesso di soggiorno viene rilasciato, solitamente con una validità di 1 anno, ed è rinnovabile, purché persistano le condizioni economiche originarie. Se, durante la propria permanenza in Italia si è trovato un impiego, il permesso può essere convertito in lavoro subordinato o autonomo.
5. Si può chiedere il permesso di soggiorno per residenza elettiva direttamente in Italia?
Sì, se il richiedente si trova già in Italia può presentare direttamente domanda di permesso di soggiorno tramite kit postale, allegando tutta la documentazione che dimostri il possesso di ingenti risorse economiche autonome e continuative, un alloggio idoneo e una copertura sanitaria.
6. Perché rivolgersi a un avvocato esperto di Immigrazione a Bologna?
Può accadere che la Questura rigetti l’istanza di permesso di soggiorno presentata dal cittadino straniero, ad esempio per insufficienza delle risorse economiche o per mancanza del visto di ingresso, anche nei casi in cui non vi sia un espresso obbligo normativo. Un avvocato esperto in diritto dell’immigrazione può fornire consulenza e assistenza, sia nella fase amministrativa che giudiziale, in tantissimi ambiti della vita dello straniero, tra cui la preparazione della documentazione per la richiesta di visto e permesso di soggiorno, la gestione dell’intero iter amministrativo presso le autorità competenti, e la presentazione di eventuali ricorsi contro provvedimenti di rigetto o revoca.
Integra – immigrazione, lavoro e diritti offre una vasta gamma di servizi e si trova a Bologna, in via Cesare Battisti 33 e a Pesaro in Viale della Vittoria 161.